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Abuso di parole inglesi. Il punto di vista di Selfienglish – Learn Your Way

Abuso di parole inglesi. Il punto di vista di Selfienglish – Learn Your Way

Gli anglismi sono sempre più diffusi. Utilizzati in un primo tempo solo in ambito professionale oggi si estendono a ogni settore della comunicazione, anche la più banale. Sono davvero indispensabili? Migliorano la comprensione di una frase o di un testo?

In un recente discorso pubblico il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, si è interrotto all’improvviso e ha condiviso con il pubblico una riflessione: “Chissà perché dobbiamo sempre usare tutte queste parole inglesi…”. In effetti gli anglismi sono sempre più presenti nel linguaggio comune: lockdown, smart working, coworking, next working, recovery fund sono termini ormai familiari. Potremmo farne a meno? L’efficacia della comunicazione ne gioverebbe?

Le ragioni della diffusione degli anglismi.

Il lessico inglese è quello preferito dai media, dai divulgatori scientifici, dagli economisti e da molte altre categorie di professionisti abituati a esprimersi in inglese e trasferire in automatico gli anglismi anche nell’italiano. Obiettivamente, la globalizzazione, la transizione digitale, ma a volte anche la partecipazione di un Paese in organizzazioni internazionali, come ad esempio l’Unione Europea, favoriscono la diffusione di questi termini. Occorre notare che spesso, però, si tratta di un atteggiamento di pigrizia mentale: davanti a una parola nuova, la soluzione più rapida è quella di usare il corrispondente inglese, senza pensarci troppo su.

Il parere della Crusca.

L’Accademia della Crusca da quasi 500 anni è impegnata nella diffusione e nello studio della lingua italiana. Si tratta quindi una fonte autorevole sul tema, soprattutto per quanto riguarda la lingua viva, la lingua parlata. “Normalmente – commenta Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca – quando si critica l’uso eccessivo dei termini inglesi scatta l’accusa di provincialismo. Nel caso del Presidente Draghi è difficile farla scattare, dato che lui per anni ha fatto discorsi in inglese, ma quando parla in italiano si pone il problema di usare i termini appropriati nella nostra lingua”.

Il punto di vista di Selfienglish – Learn Your Way.

Selfienglish si occupa di migliorare le capacità linguistiche degli Allievi, offrendo metodi divertenti, stimolanti e personalizzati; peraltro, nutre il massimo rispetto e gusto per la lingua italiana. In un recente articolo, anzi, abbiamo scritto che “studiare l’inglese può migliorare anche il modo di esprimersi in italiano”. È un concetto che va ribadito: la conoscenza e la preservazione della lingua italiana sono importanti anche per una questione di memoria ed identità culturale, strettamente connesse perché la prima è fondamento imprescindibile della seconda. Utilizzare gli anglismi porta a un progressivo impoverimento del linguaggio, spesso a qualche equivoco e non offre la certezza di una effettiva padronanza della lingua inglese.

Buoni propositi.

In realtà potremmo tutti sforzarci di esprimerci con termini italiani appropriati. Babysitter non è un termine complicato da sostituire con il corrispettivo italiano. Smart working si può facilmente sostituire con lavoro agile. Slide con diapositiva (Powerpoint era all’inizio usato per proiettare in aula i documenti) o pagina. Competitor con concorrente. Standing ovation con acclamazione. E così via.

Quali anglismi proponi di sostituire? Divertiamoci ad associare gli equivalenti nella nostra lingua madre!

Per qualsiasi domanda o informazioni sul tuo livello di inglese e su come apprenderlo in modo facile e senza annoiarti

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